Al-Anbiya · 87/112
Traduzione Traslitterazione — Sura Al-Anbiya
وَذَا النُّونِ إِذ ذَّهَبَ مُغَاضِبًا فَظَنَّ أَن لَّن نَّقْدِرَ عَلَيْهِ فَنَادَىٰ فِي الظُّلُمَاتِ أَن لَّا إِلَٰهَ إِلَّا أَنتَ سُبْحَانَكَ إِنِّي كُنتُ مِنَ الظَّالِمِينَ ۝٨٧
Wa Zan Nooni iz zahaba mughaadiban fazaanna al lan naqdira `alaihi fanaanna al lan naqdira `alaihi fanaadaa fiz zulumaati al laaa ilaaha illaaa Anta Subhaanaka innee kuntu minaz zaalimeen
📖 In Italiano
E l'Uomo del Pesce, quando se ne andò irritato. Pensava che non potessimo niente contro di lui. Poi implorò così nelle tenebre: “Non c'è altro dio all'infuori di Te! Gloria a Te! Io sono stato un ingiusto!”.

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Traduzione — Tafsir

Significati delle parole:

  • Dhā al-Nūn: "Il compagno del pesce", ovvero il profeta Yūnus (Giona), pace su di lui, chiamato così perché il pesce lo inghiottì.
  • Mughāḍiban: "Adirato", nel senso che lasciò il suo popolo per rabbia verso la loro ostinazione nella miscredenza, non per rabbia verso Allah.
  • Naqdira: "Restringere, rendere difficile", ovvero che Allah non avrebbe stretto la misura su di lui punendolo per quella sua azione.
  • Al-Ẓulumāt: "Le tenebre", ovvero l'oscurità della notte, quella del mare e quella del ventre del pesce.

Tafsir della nobile ayat:

E ricorda, o Messaggero, la storia del profeta Yūnus, pace su di lui, chiamato "il compagno del pesce" perché un grande pesce lo inghiottì. Egli fu inviato al suo popolo per chiamarli alla fede, ma essi persistettero nella loro miscredenza e nel loro rifiuto. Yūnus, pace su di lui, li minacciò del castigo divino, ma essi non si pentirono. Allora egli lasciò il loro paese adirato con loro, senza attendere il comando del suo Signore, e senza la pazienza che Allah gli aveva ordinato di avere nei loro confronti.

Egli pensò che Allah non avrebbe stretto la misura su di lui né lo avrebbe ripreso per quella sua uscita affrettata. Ma Allah, il Glorioso, lo mise alla prova con una stretta terribile e una prigionia dura: un pesce enorme lo inghiottì nel mare profondo. Nelle tenebre sovrapposte — la tenebra della notte, la tenebra del mare e la tenebra del ventre del pesce — Yūnus si rivolse al suo Signore con umiltà e sottomissione, riconoscendo il suo torto e pentendosi sinceramente. Disse: "Lā ilāha illā anta subḥānaka innī kuntu min al-ẓālimīn" — "Non c'è dio all'infuori di Te, gloria a Te, in verità io sono stato tra gli ingiusti".

Con questa invocazione, Yūnus, pace su di lui, riconobbe l'unicità di Allah, Lo glorificò da ogni mancanza e confessò il proprio errore con sincerità. Fu questa la sua salvezza: Allah accettò il suo pentimento, lo trasse dalle tenebre e lo restituì alla sua missione.

Messaggio per i credenti:

Questa storia è una grande lezione per ogni musulmano: essa ci insegna che la porta del pentimento è sempre aperta, qualunque sia la nostra mancanza. Non esiste peccato che la misericordia di Allah non possa perdonare, se il servo torna a Lui con cuore sincero. La via della salvezza è sempre quella del ritorno ad Allah, del riconoscimento dei propri errori e della speranza nella Sua infinita misericordia. Come Yūnus fu salvato dalle tenebre grazie alla sua invocazione, così il credente che si rivolge ad Allah con sincerità troverà la luce e la via d'uscita da ogni difficoltà. Che Allah ci conceda la sincerità nel pentimento e la costanza nella fede.



📜 Versetto 85-89 — Sura Al-Anbiya

85وَإِسْمَاعِيلَ وَإِدْرِيسَ وَذَا الْكِفْلِ ۖ كُلٌّ مِّنَ الصَّابِرِينَ
E Ismaele e Idris e Dhû 'l-Kifl! Tutti furono perseveranti,
86وَأَدْخَلْنَاهُمْ فِي رَحْمَتِنَا ۖ إِنَّهُم مِّنَ الصَّالِحِينَ
che facemmo beneficiare della Nostra misericordia: tutti erano dei devoti.
87وَذَا النُّونِ إِذ ذَّهَبَ مُغَاضِبًا فَظَنَّ أَن لَّن نَّقْدِرَ عَلَيْهِ فَنَادَىٰ فِي الظُّلُمَاتِ أَن لَّا إِلَٰهَ إِلَّا أَنتَ سُبْحَانَكَ إِنِّي كُنتُ مِنَ الظَّالِمِينَ
E l'Uomo del Pesce, quando se ne andò irritato. Pensava che non potessimo niente contro di lui. Poi implorò così nelle tenebre: “Non c'è altro dio all'infuori di Te! Gloria a Te! Io sono stato un ingiusto!”.
88فَاسْتَجَبْنَا لَهُ وَنَجَّيْنَاهُ مِنَ الْغَمِّ ۚ وَكَذَٰلِكَ نُنجِي الْمُؤْمِنِينَ
Gli rispondemmo e lo salvammo dalla disperazione. Così salviamo coloro che credono.
89وَزَكَرِيَّا إِذْ نَادَىٰ رَبَّهُ رَبِّ لَا تَذَرْنِي فَرْدًا وَأَنتَ خَيْرُ الْوَارِثِينَ
E Zaccaria si rivolse al suo Signore: “Non lasciarmi solo, Signore, Tu sei il migliore degli eredi”.
Al-AnbiyaIndice del Corano
112Versetto
MeccanaRevelation
87Versetto

Traduzione — Al-Anbiya 87

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Monday, September 7, 2026

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